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Chiesa S. Carlo

 Le chiese del Decanato: San Carlo

di don Gianfranco Cesana, Parroco
 
S. Carlo BressoLa chiesa parrocchiale di San Carlo fu inaugurata nel Natale 1971. Costruita su progetto dell’architetto Ferruccio Ceruti, è ispirata dal libro dell’Apocalisse, in cui Cristo si definisce “l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine”.
La pianta della chiesa, infatti, ha la forma perimetrale di un “omega”.
All’interno si impone la grande “A” – Alfa - che sostiene la copertura in travi lamellari, esteticamente belle a vedersi; mentre la mensa dell’altare è sorretta dall’evidente simbolo dell’Omega. L’ampia aula assembleare a semicerchio favorisce la partecipazione alla liturgia, mentre chi presiede ha l’impressione di vedere tutti come in un unico, grande abbraccio.
Varcare la soglia della chiesa con fede è come essere invitati a entrare nel Tutto (Alfa e Omega, Principio e Fine) del Signore, il Crocifisso Risorto, raffigurato nel mosaico che domina l’abside, tra i Santi Ambrogio e Carlo.
Di grande richiamo è l’ampia vetrata, capolavoro della pittrice Graziella Sarno: “Una vita per una Vita” - Il dono della vita di Cristo per la vita dell’umanità - è il titolo dell’opera, inaugurata nel novembre del 1969 all’Arengario e poi donata alla chiesa di San Carlo. A proposito di quest’opera e della sua autrice, così scriveva, tra l’altro, il gesuita Padre Vittorio De Bernardi: “Una vita di appassionata meditazione del Vangelo, segnata da quegli approfondimenti che sono dati dalla sperimentazione di gioie e dolori intensi, soprattutto per una sensibilità acuta come la sua; dodici mesi di tensione artistica sospesa al filo di una volontà d’acciaio; 26 metri quadrati di vetrata che sembra condensare quanto c’è di meglio sulla terra per offrirlo all’incandescenza del cielo: ecco il dono che Graziella Sarno ha voluto fare per mezzo mio alla Chiesa”.
A sinistra dell’altare è stato collocato il nuovo tabernacolo, come una piccolo “veranda” che con i suoi colori richiama la vetrata: al sottoscritto piace molto per la sua efficacia simbolica: soprattutto per i più piccoli, ma non solo, è immediata la comprensione della misteriosa presenza eucaristica del Signore Gesù, quando la piccola dimora è illuminata.
Anche il rinnovato battistero, a destra dell’altare, con il nuovo fonte battesimale, opera dello scultore bressese Francesco Lesma, ha reso più visibile ed eloquente il luogo della “rinascita” cristiana.
Ultimamente la chiesa è stata completata da un organo a canne meccanico, della ditta Carlo Capra: collocato sullo sfondo del battistero, è un’opera molto apprezzata, che rende più solenni le celebrazioni liturgiche e offre la possibilità di gustare concerti di musica sacra, di cui abbiamo avuto modo di apprezzare l’efficace capacità di elevare lo spirito.
La chiesa è priva di altari laterali e di statue di Santi: da qualche anno, un dipinto della pittrice Haydèe Venegoni, raffigurante “La Madonna dell’attesa”, richiama con dolce tenerezza la devozione mariana. C’è, infine, una cappella in cui si celebra l’Eucaristia feriale nei mesi invernali; ogni domenica, soprattutto alla Messa delle 10, accoglie i bambini piccoli con i loro genitori, per dare la possibilità di qualche comprensibile “distrazione”, che comunque fa parte di una liturgia “familiare”: nella comune “casa” c’è posto per tutti.
 
Squilla LXXXI 2

 

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